Purtroppo di questo architetto non ho trovato quasi nulla a parte questa paginetta su un libro che parla di architetti friulani dal nome: “ARCHITETTURA E ARCHITETTI IN FRIULI NEL PRIMO CINQUANTENNIO DEL
Copio pari pari,anche perchè sono le uniche informazioni che ho trovato.
“ Trascrivo il necrologio apparso sul Messaggero Veneto di domenica 5 febbraio 1961:
Nato a Udine il 22 agosto 1891 e laureato all’accademia di Brera di Milano nel 1916 assieme agli architetti di fama internazionale Ponti e Greppi.
Suo maestro all’ateneo milanese fu il Moretti, ma Cesare Miani considerò sempre come maestro anche Raimondo d’Aronco col quale giovanissimo collaborò nell’elaborazione dei disegni esecutivi del Palazzo degli Uffizi di Udine, l’opera dell’architetto gemenose che resta uno dei momenti capitali del tanto discusso liberty.
La devozione di Miani per D’Aronco ebbe particolarmente modo di manifestarsi per l’allestimento di una mostra dei progetti realizzati dal maestro che si tenne nella sala Ajace una trentina di anni or sono, mostra che ora è stata ripresa a Roma...
Dal primo dopoguerra fino, si può dire, a ieri, quella di Cesare Miani fu una delle figure più in vista della città.
Di modeste origini compì gli studi con grande volontà mettendovi quell’entusiasmo, quell’esuberanza, quel sangue ribollente e generoso che costituiscono sempre i caratteri salienti di una personalità scandita, franca e friulanamente anche rude, ma che alla fine si lasciava governare da una bontà vera, naturale, semplice.
Soltanto in questi ultimi anni si era un po’ appartato, ma durante un quarantennio fu attivissimo animatore di ogni iniziativa in pro dell’arte, della discussione e della valutazione dei problemi artistici, della diffusione della cultura, ch’egli ha sempre inteso con un vivo senso di modernità.
Lungo e difficile sarebbe enumerare gli avvenimenti cittadini dei quali fu uno degli artefici maggiori e più illuminati, ricorderemo soltanto le grandi mostre celebrative del Pordenone del 1939 e del pittore Odorico Politti del 1947.
Per lunghi anni fu presidente del circolo artistico friulano e si deve riconoscere che fu proprio in quegli anni che il sodalizio conobbe i suoi momenti di maggior vitalità.
Per anni e anni fu anche presidente o membro autorevole di commissioni giudicatrici di concorsi artistici e fu segretario generale del comitato per le celebrazioni centenarie del 1948.
Per un certo periodo di tempo nell’immediato primo dopoguerra resse l’ufficio tecnico comunale e fino a due anni fa fu direttore tecnico dell’ INA-CASA di Udine.
Prima e dopo l’ultima guerra fu titolare della cattedra di storia dell’arte del liceo di Udine.
Per vent’anni,dal 1930 al 1950 fu presidente dell’ordine degli architetti sempre di Udine.
Era membro effettivo dell’accademia di Udine e della commissione diocesana di arte sacra, era pure ispettore onorario della soprintendenza ai monumenti.
Cesare miani come tutti gli artisti della sua generazione si trovò coinvolto nella più grave crisi che abbia mai colpito l’architettura.
Quando egli si affacciò alla professione il cemento armato non aveva ancora rivoluzionato le tradizionali strutture e il gusto era ancora a quel barocco eclettico, decorativo e calligrafico che fu il liberty.
I primi lavori di miani risentono fortemente della sua preparazione accademica (villa Miotti a Tricesimo) ma poi, l’architettura cerca di dimenticare un insegnamento superato e di penetrare nello spirito del tempo, ed ecco che progetta ed erige la chiesa di Lignano Sabbiadoro, opera concepita aderendo al concetto di razionalità in auge a quel tempo, ma pure riscaldata da un felice senso spaziale e dalla flessuosità degli elementi suggerita da un sentimento vivo delle forme.
Potremmo ricordare altre opere come la casa Camavitto di via Zanon e le case dell’Ente Autonomo Pase Popolari di via Ermes di Colleredo e come urbanista il piano di sistemazione della zona sud-orientale di Udine e tante altre...era un udinese tipico...”












